[Phrase generator 0.2]Mentre mi masturbo, al jaiss, sotto allucinogeni, vorrei vedere come fareste voi a espellellere dal retto il desio di redenzione che c'anima.

Storia a caso:
On Vigna. Il ritorno del cavaliere dell'acciaio

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[Marco Travaglio]
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In qualche boccone anche il prelibato patè de fougrais fu spazzolato, e l'ennesima portata veniva già servita su un grande vassoio d'argento. Il piccolo servitore negro era curvo sotto di esso, stremato dalle percosse e dalle violenze subite durante la notte. Con grande sforzo posò il fardello sul tavolo e incrociò per un attimo lo sguardo del fetido grassone che gli faceva da carceriere.
Mute lacrime amare scorsero sul viso emaciato. la porta si aprì senza rumore e una bodyguard in giacca e cravatta entrò con fare discreto
"Un giovane sostiene di aver diritto ad una sua udienza"
Il grassone si alzò con fatica dallo scranno di pelle nera e pulì la mano ingioiellata sulla tovaglia di raso, era chiaramente contrariato. Il vassoio cadde rumorosamente e il piccolo negro di soppiatto rubò un po’ di quel prelibato cibo, fortuna che l’attenzione del grassone fosse rivolta altrove.
"Beh? ti pare che mentre sono a tavola voglia venir disturbato? dagli ciò che si merita, e sappi che anche tu pagherai per questa intrusione."
La bodyguard parve allibita per qualche istante, si tolse gli occhiali da sole e provò a giustificarsi.
"Ma signore... costui è un novizio, non sa le regole che vigono in questi ambienti, e lei mi aveva detto che aspettava visite..."
Il volto paonazzo del grassone si fece ancor più rubicondo, egli tremava letteralmente dalla rabbia.
"Non aspettavo visite qualsiasi, razza di idiota!!! aspettavo il corriere di Chavez per quella partita di cocaina!!!"
a un cenno della mano una figura enorme si staccò dal colonnato di marmo dietro la grande tavola e in pochi passi fu addosso alla bodyguard, sollevandola 30 cm da terra per il collo, il tutto con una rapidità fulminea.
" Vladimir, fai quel che devi e non sporcare molto, che la tintoria costa"
“Da Padronuonen”
Un sonoro crack riecheggiò per la sala e le braccia della bodyguard, tese fino a quel momento per evadere la morsa soffocante, penzolarono ai fianchi senza vita. Vladimir si gettò il cadavere in spalla come un sacco di patate e se ne andò celere.
Pochi attimi dopo un volto glabro e a tratti puerile si affacciò alla soglia della grande sala
“perdoni Eminenza se la disturbo in questo frangente, ma solo adesso ho finito di adempiere alle funzioni e tra breve dovrò recarmi alla mensa dei poveri, che il Signore li benedica”
Occhi molto chiari e limpidi fecero da contorno a un sorriso di timido imbarazzo.
Il cambiamento nei modi del lardoso fu repentino, sul volto paffuto si dipinse un’espressione paterna e affabile, consona a un uomo di chiesa immacolato e degno portatore della sua carica ecclesiastica.
“Gianni, giovane fiamma della fede, possa il signore aver cura di te, qual buon vento ti porta di fronte alla mia umile mensa?” pronunziando questa frase, il Cardinale si accorse del piccolo negro che rosicava gli avanzi raccolti da terra accanto al suo scranno, e con disinvoltura gli diede un calcio facendolo rotolare sotto la voluminosa tovaglia e sperando che il novizio non si accorgesse di nulla.
“Oh, la ringrazio vostra eminenza, lasci che le baci la mano…”
“no, no Gianni! Questi formalismi sono fuori luogo, per te che sei il mio pupillo! Piuttosto, dimmi cosa ti spinge a chiedermi udienza così inaspettatamente”
Il giovane, che intanto era entrato nella sala spaziosa, si rabbuiò un poco in volto a quella richiesta. “Vede sua eminenza, ogni giorno molti sfortunati si presentano alla mensa a mendicare una pagnotta e un po’ di minestra calda, il mio cuore si gonfia d’amore caritatevole per questo gregge in difficoltà, e con vera gioia li sfamiamo, ma purtroppo le finanze sono quello che sono, e in breve le scorte di cibo si stanno esaurendo…ho scritto una lettera di mio pugno a chi compete, ma la risposta tarda..”
Il giovane prete si fece un po’ più piccolo, abbassando lo sguardo come per trovare la forza di formulare quella richiesta. La trovò nel suo cuore nobile, alzò il volto ora luminoso di speranza
“… mi chiedevo se sua eminenza potesse fare una donazione alla mensa, in attesa delle sovvenzioni”
Il cardinale fu scosso da un moto di riso, ma riuscì a celare con maestria l’ilarità che il giovane pretino gli aveva causato. Inspirò brevemente col naso, socchiuse gli occhi e si morse la lingua. Lacrime dolorose gli inumidirono le palpebre, il giusto per generare quel pathos che queste mascherate richiedono. Con voce sapientemente resa tremula disse: “ Mio carissimo Gianni, purtroppo come ben sai, l’otto per mille è una cifra irrisoria per tener testa all’aumento crescente della povertà, io stesso prego con tutto il mio ardore per quei poveri sventurati, e so per certo che avranno una vita meravigliosa nel mondo che verrà. Possa questa essere anche la tua consolazione, poiché tutti avranno ciò che gli spetta”
Il pretino lasciò morire il sorriso radioso che gli illuminava il volto, chinò il capo in silenzio e aggiunse “capisco benissimo la situazione in cui siamo… non mi resta che augurarle un buon proseguimento e pregare più intensamente per quelle anime vessate, la lascio alle sue occupazioni, possa Dio aver misericordia di lei”
Il pretino con passo lento e sconsolato abbandonò la sala.
“ possa egli far lo stesso con te” aggiunse il cardinale leggermente stupito.
Dopo qualche minuto che la porta fu richiusa, il cardinale schioccò le dita. Vladimir fu subito al suo fianco.
“Vladimir, dai una lezione memorabile a quell’impudente, e mi raccomando, che sembri un incidente”

Ano Nimo, 2007-12-17
Raccolta: Horror stories
Tags: Nessuna
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2009-03-15: DIO

Facile prendersela con la chiesa eh?! Prenditela con ME se hai coraggio!

2008-03-19: Ano Nimo chiede perdono

scusatemi se mi è saltato in mente di far distinzione tra preti... mi son scordato quanta immediatezza valutativa c'è nel fare di tutta l'erba un fascio. non accadrà più



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