[Phrase generator 0.2]Durante l'edificazione di una chiesa, all'inferno, mal concepisco il fatto di agguantare cazzi con la scusa di quest'intenso odore dimmerda.

Storia a caso:
Dal Ciclo: 28 Giorni dal Ciclo Part Six - Relazioni pericolose

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[Marco Travaglio]
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Un selvaggio metropolitano

Il locale puzzava di aria stagnante, una luce soffusa svelava l'intricata rete di fumi. Nel caos riconobbi Peter, un fattone della peggior specie, sua madre l'aveva abbandonato ancora prima che nascesse. Accanto a lui Stuart detto la Sogliola, una volta incrociai per un attimo il suo sguardo e da allora visse con un leggero strabismo di venere; non mi ha mai perdonato. Poco più in là c'era Terry, per tutti era solo una giovane puttana ma ne avevamo passate così tante insieme che per me era come una vecchia troia. Provai a chiamarla ma il rumore era tale che se avessi voluto ascoltarmi non ci sarei riuscito e se l'avessi fatto avrei sentito: "Da piccolo mi masturbavo con un legnetto nel culo". Il frastuono stordiva come l'attimo dopo lo schioppo di una lupara se non sei tu a prenderlo in fronte. Sembrava quasi che l'uomo ubriaco accanto a me cantasse un pezzo country mentre la signorina sul palco intonasse rutti seguendo una precisa trama di note. Non so perchè ero finito qui, forse la noia, forse la ricerca di un pò di compagnia o forse mi ero solo perso. Tutto normale, qualcuno direbbe, ma non era così perchè io ero un cane.
Un bastardo della peggior specie cresciuto nella nebbia assieme alle piante infestanti che logorano i marciapiedi di Londra. E allora perchè non riuscivo a trovarmi bene lì tra la gente della mia stessa caratura, tra la stessa merda che mi aveva forgiato, umiliato e insultato. Forse cercavo una possibilità, una salvezza. Chiusi gli occhi per un attimo sperando una volta riaperti di vedere in terra davanti a me un bel centone invece c'era solo uno stupido pezzo da 50. Alzai di nuovo lo sguardo e lei era lì, sola e luminosa come un raggio di luce attraverso le foglie di una fitta foresta, sola e luminosa come una lucciola sull'asfalto: la donna dei miei incubi più lussuriosi. Splendida e pericolosa, circondata da una tale purezza che rendeva ancora più bruciante sopportare le mie origini. Non tentare Gianni mi dicevo, non tentare, lei la gente come te non la guarda neppure. Poi mi ricordai che anche io una volta andai a letto con una che non si poteva guardare. Decisi così di buttarmi perchè in fondo ero un rifiuto e non avevo nulla da perdere. Non sapevo molto sul suo conto, ma un tempo non si sarebbe mai fatta vedere in un posto come questo, apparteneva all'alta società. Mi avvicinai lentamente con passo sicuro poi mi sedetti vicino a lei. Davanti i suoi occhi una decina di drink seccati da una sete che sembrava nascere da un grande dolore. Il dolore. Chi è cresciuto nei borghi come me lo visto in tutte le forme e misure, a volte anche nero.
Sollevai il braccio a richiamare l'oste.
"Cosa desidera?"chiese
"Il solito, ho bisogno di bargnarmi un pò la gola" Una strizzatina d'occhio segui la mia domanda
"Ecco il suo latte allora, per quella cosa tra un'ora stacco ci vediamo dietro il bar..."
Il mio volto si colorò sensibilmente di un tono rossastro, attesi un attimo per riordinare le idee e non approcciare con qualcosa di scontato.
"Cosa ci fa una bella donna come te tutta sola in un posto del genere?" le dissi
"gnehe...la faffa..." mi rispose. Poi un singulto e un getto di vomito le uscì senza troppo sforzo dalla sua piccola bocca. La sua faccia cadde immersa nel suo rigurgito ma sembrava lo stesso quella di un angelo. Decisi di portarla a casa mia in modo da farle riprendere un pò i sensi prima di lasciarla di nuovo andare via.
Si svegliò due ore dopo impaurita e senza memoria.
La tranquillizzai, le dissi che era la mia schiava del sesso e che adesso erano le ore della mia fellatio quotidiana.
In fondo io ero un cane...

Negriero, 2007-12-16
Raccolta: Nessuna
Tags: Nessuna
Indice di gradimento: 6 su 5 voti



2009-07-01: F.E.

Bei cazzi

2008-11-24: Essere una donna oggi

Dio porcaccio merdosone! questa storia e' da seghe...



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