[Citazione] E' vero, l'ho adottato - La Madonna

Storia a caso:
Asterisco

ShoutBox

[Marco Travaglio]
Ho scoperto il 98% dei bug di questo sito

[1]
1

[-1']
1

[1]
-1'

[1]
1

[1]
1

[1]
1

Generazioni a confronto

un uomo può definirsi tale soltanto se ha i corretti attributi (perciò caro spettatore,estrai subito quel cono gelato dal sedere e stai dritto con la schiena)

“Quando avevo la tua età il mondo era diverso;
non esistevano le fotocamere digitali, i trapianti del rene,la democrazia, le minitroie in confezioni da sei, la cura per il cancro, il cancro ecc.
Un giovanotto della tua età aveva già il suo onorevole lavoro da dieci anni, una moglie di anni 15, un cane canterino, guai con la legge, un’innata passione per i merletti e un’autocoscienza inalienabile. Era un mondo luminoso e pieno di speranza per un futuro migliore.
Voi giovani invece vi siete adagiati sul presente, vivete senza prospettive in un precariato cronico, affetti da miopismo e incapacità progettuale. La vostra anima è il tempio del corpo e il tempo per voi non è che un fotogramma di un proiettore inceppato. Siete figli di Nessuno e assomigliate ad esso col passare degli anni. Siete abbrutiti dall’immediatezza della tecnologia, analfabeti di ritorno, sessualmente dubbi o deviati.
Sono questi i semplici motivi per cui non ti darò mai un aumento, perché l’economia gira sulla schiena di voi bestie da soma,perché indossi codeste insalubri ciabatte di plastica coi fiori colorati…”
“Signora direttrice, guardi che io sono Casetta… mi ha fatto chiamare lei”
La signora direttrice rimase interdetta per un attimo. Aprì il cassetto della scrivania, frugò qualche secondo tra le armi da fuoco lì riposte alla rinfusa ed estrasse due fondi di bottiglia spessi qualche dm. Su una rozza montatura di plastica nera. sistemati sul naso sbarazzino riconobbe nella sagoma ora nitida il pupillo adorato.
“carissimo Osvaldo! Che piacere inesplicabile vederti! Ripari ancora gli scaldabagni? E come mai passi di qui?”
“Signora direttrice, guardi che io sono Casetta… mi ha fatto chiamare lei”
Disse di nuovo Gregorio, ma con meno giovialità di prima.
La signora direttrice rimase un attimo interdetta. Estrasse un paio di lenti da telescopio 5.000.000 X su una graziosa montatura di titanio-europio dal medesimo cassetto. riconobbe nella sagoma ora nitida l’oggetto del suo materno amore.
“ah! Ho capito Cara Jennyfer! Sei la nipotina più bella del mondo!”
La vegliarda dischiuse un radioso sorriso sdentato.
“Signora direttrice, guardi che io sono Casetta… mi ha fatto chiamare lei”
E già la mano correva al cane della rivoltella.
“… Gregorio? Ma sì, certo, Gregorio… rispondi un po’a questa domanda: dall’inizio della settimana quanti decessi hai causato?”
Adesso fu Casetta a rimanere perplesso. Rimase assorto per quasi dieci minuti, ricercando nel suo sterminato vocabolario medico un significato per quel termine oscuro che la direttrice aveva usato con tale disinvoltura. Rispose deciso “due signora direttrice”
La direttrice parve molto seccata.
“… uno l’ho fatto quasi da centrocampo” aggiunse il medico quasi a giustificarsi.
“Gregorio caro, sai bene che il tuo solo compito in questo policlinico è causare sciagure. I migliori medici d’ Italia lavorano qui e vengono sistematicamente sottopagati, poiché grazie alla tua imperizia questo ospedale ha un numero di decessi perfettamente in media rispetto a ospedali mediocri, ma poi in ambulatorio privato, sotto pagamento alla sottoscritta, essi risultano infallibili… quale è il tuo ruolo? ripetilo…”
“signora direttrice, a me piace giocare sulla fascia, ma se vuole che stia da un’altra parte, lo dica pure…”

[…] questo paradossale dialogo è stato sottoposto ad autocensura […]

L’Arpia volava sopra la scrivania in ebano. Il fuoco dalla sua bocca lambiva già il camice di Gregorio. In uno scrosciante tintinnio di bossoli per terra l’ennesimo caricatore veniva esaurito. Egli sapeva che la direttrice arrabbiata diventava una belva, ma non credeva che potesse arrivare a tal punto. Fortuna che suonò la mezza, e la direttrice fosse una donna che non mischia il lavoro con la vita privata. Essa atterrò con grazia, si aggiustò alla meno peggio il Tailleur crivellato di colpi, prese al volo la sacca da golf e con un ampio saluto lasciò casetta sferragliato dietro un cumulo di masserizie. “riprendiamo da dove abbiamo lasciato domattina, caro gregorio. Vedi nel mentre di non morire in altri modi..”
Stremato, Casetta realizzò che aveva solo 15 ore per rendersi irreperibile

Ano Nimo, 2007-12-14
Raccolta: Le conturbanti avventure del dott. Casetta
Tags: Nessuna
Indice di gradimento: 1 su 6 voti



2008-01-23: Ano Nimo

scusami Negriero, ho provveduto a rimuovere tutti i dialoghi nelle storie successive perchè non accada più di scrivere tali cazzate

2008-01-21: Negriero

Questa storia forse racchiude il monologo più critico, stimolante e perspicace dei tutta la storia di casetta



<-- Nome