[Phrase generator 0.2]In una dimensione della mente, a vendemmiare, vorrei vedere come fareste voi a santificare biancaneve e i sette tossicodipendenti.

Storia a caso:
Dal ciclo: 28 giorni dal ciclo Part three -Inside Manichetti-

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[Marco Travaglio]
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Il figliol prodigio

Da un botto di tempo non riuscivo più a mettermi davanti alla macchina da scrivere e dare sfogo a tutta la mia vivace creatività. Poi m'è ritornata in mente una fondamentale verità: la macchina da scrivere non ce l'ho e non l'ho mai avuta. Questa fondamentale verità ha condotto il mio pensiero ad un'altra fondamentale verità: ho l'alzheimer.
Rimandando i festeggiamenti dovuti a questa mia nuova (o forse vecchia dati gli effetti del morbo) scoperta, apro con piacere il mio ritorno alla scrittura di alto livello con questa nuova rubrica di folklore paesano. "Le storie inenarrabili" è una raccolta di miti, leggende, brevi storie e proverbi dei vecchietti italiani che, rimanendo futilmente attaccati alla vita e non capendo che così prolungano solo le loro sofferenze, dipanano tale folkloristica e totalmente faceta cultura a scapito dei giovani.
Ma bando alle ciance, cominciamo con la prima storia inenarrabile:

tale storia mi è stata raccontata da un patetico storpio ultranovantenne che abita a Frigintinna d'Aulezta, in provincia di Aosta. Il caro Felice, nome (tra l'altro ironico) dello storpio, ha condotto una vita faticosa e piena di stenti e a guardarlo bene in faccia (soprattutto quando fa fatica a deglutire e si imbratta la camicia di saliva) sembra che al patetico vecchietto manchi ben poco dal tanto atteso incontro con l'Altissimo. Comunque, mentre io attendevo l'autobus per Succicatarzi quel simpatico batuffolo di tessuti organici in carrozzella mi si avvicina e parlando a fatica (senza che io gli avessi rivolto parola) mi racconta la seguente storia


Il figliol prodigio

C'era una volta in Bretagna il piccolo Akhmed, che aveva 10 anni. Il papà e la mamma di Akhmed erano morti nell'esplosione di un treno passeggeri, facendosi saltare in aria in nome di Allàh e così il piccolo Akhmed era rimasto solo al mondo. Il piccolo bimbo vagava per Londra con un coltellino e una pistola giocattolo e raccoglieva per strada quel che poteva, dalle siringhe ai preservativi usati. Si era fatto anche degli amici: il piccolo John, che trafficva eroina e il piccolo Igor, che rubava automobili.
Un bel giorno i tre decisero di dare una svolta alla loro noiosa vita ed elaborarono un piano per derubare la Central Bank of London. Prepararono tutto per circa una settimana e l'ottavo giorno irruppero nella banca con delle pistole vere. Dopo i primi quattro morti la polizia arrivò e durante la sparatoria il piccolo Akhmed, il piccolo John e il piccolo Igor persero la loro vita stringendo ancora le pistole nelle loro piccole e innocenti mani.

morale: la vita ci insegna ad essere spietati e cruenti, ma sta a noi essere intelligenti e riuscire ad eludere la legge.
morale alternativa: chi si droga s'imbroda.


Ringrazio di cuore il vecchio Felice e spero di leggere presto il suo nome su una lapide. A presto!

DevastaPalle, 2007-12-10
Raccolta: Le storie inenarrabili
Tags: Nessuna
Indice di gradimento: -0.28 su 7 voti



2008-01-30: Pileraccius

Gran bella cosa l'alzheimer! Ci sono ben tre cose positive in questa malattia:
la prima è che puoi resistere a 20 minuti di gag del "Bagaglino" senza mai annoiarti.
la seconda e la terza non me le ricordo più.



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