[Phrase generator 0.2]Durante un concerto dei Pooh, a Frestulacchio, e' mia abitudine mangiare alcuni ramarri-ninja.

Storia a caso:
Chiuso in Gabbia.

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La vera storia di Giec Blef

Una tavola rotonda. Un Re e una regina. Sarebbero appropiati dei cavalieri, ma in questa storia ci sono un Jack, un cinque e un due a completare l'opera.
Come forse i più svegli avranno capito, questa è la vera storia di Giec Blef, uno dei più grandi giocatori di poker. Più precisamente questa è la storia di come la sua carriera giunse al suo triste epilogo.
Giec Blef nacque a 2 anni, in un sobborgo di Roma, Cologno Monzese. Fin da piccolo era facile intuire che non era un bambino come gli altri. Aveva infatti una folta peluria sui gomiti che lo rendeva innaturalmente disgustoso alla più clemente visione. Gli altri bambini lo chiamavano simpaticamente e con solidarietà "Il mostro".
All'eta di 14 succede un fatto che gli cambierà la vita per sempre. Scopre che sfregandosi velocemente la peluria sui gomiti, la sua vista ottiene il potere di vedere attraverso le cose. Come sfruttare questo potere che sembrava avere un potenziale così immenso?
Quando si sta ancora facendo questa domanda, viene illuminato. Suo cugino, Black Jack (diventato poi un famoso attore comico), aveva la passione per i giochi di carte. Chi avrebbe potuto batterlo, se lui fosse stato in grado di vedere le altrui carte?

Nessuno.

Fu così che imparò a giocare al più redditizio (o sovranodicaio) gioco di carte esistente al mondo: il Poker.
All'eta di 15 anni, nel 1979 scappa di casa per viaggiare nei più importanti circoli di poker ed è inutile dire che diventa staricco in poco tempo.
Nel 1981, i suoi genitori notano che è fuggito di casa.
Per oltre 22 anni, Giec fa soldi a palate sfregandosi i pelosi gomiti, ma il destino doveva ancora presentargli l'amaro conto.
Era il 25 dicembre del 1992, San Natale, e Giec stava giocando in un importante torneo di Poker. Tutto andava come previsto. Tris di 7. Giec, con meschina agilità, sfrega i propri gomiti e in un attimo può vedere tutto. Si sofferma sulla zona pubica dell'avversario che ha di fronte e per coprire la sua risata, swinga un sonoro peto in crescendo. Gli avversari sussultano. Avevano forse notato la risata di Giec? No, questo non era possibile. Giec, come da copione, comincia ad osservare le carte degli avversari. Coppia di jack, Tris di 4, Colore di mattoni e picche. Stampa il suo ghigno beffardo sulla sua faccia e punta in alto. Giù le carte. Ennesima vittoria.
Ultima partita. Giec avrebbe potuto accontentarsi del bottino accumulato e portare a casa l'ambito premio "Carte d'or", ma come al solito si approfittò della sua innata dote. Ma come quando caghi e ti accorgi che finisce la carta igienica, come quando l'unica cosa positiva nella tua vita è il test dell'AIDS, come quando la tua ragazza usa la tua stessa lametta, come quando fuori piove, un brivido pervase la schiena di Giec. Ancora non aveva capito cosa gli fosse accaduto, ma lo scoprì di li a poco. Era appena stato colpito dalla terribile malattia "Unlearnus Rules", un potente male che colpiva inspiegabilemente e con una gratuita cattiveria, la parte del cervello che registra le regole dei giochi.

Fu così che Giec Blef, con un Re, una Regina, Un jack, un cinque di mattoni e un due di fiori, urlò "Scopa!" perdendo 4 miliardi di vecchie lire.

Adesso Giec è in un centro di ricovero per persone con i gomiti pelosi e tra una partita a Risiko Quaranta e Ramino Pigliatutto, può raccontarvi per esperienza personale, di non approfittare mai della peluria sui gomiti

Albertazzi, 2008-01-05
Raccolta: Nessuna
Tags: Giec Blef Poker
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2008-01-05: DevastaPalle

Porca pippola. Poteva analizzare meglio i suoi archetipi (?).



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