Humor level 3.21 / 10
Storia a caso:
I coniglietti di Harry degli Harry della piccola cittadina di Harry
[Guest]
Mentre effettuo un giro del mondo in 80 giorni, in un campo di prigionia Vietnamita, ammiro la tua tenacia nel agguantare cazzi con la scusa di Johnson baby.
[Tanza]
boia!!! Tanza a milano!!
[F.E.]
F.E. si trasferisce a Bologna-Sorbole!
[Guest]
Mentre inveisco contro i principali santi, alla gara di bestemmie di pasqua, fantastico sul sopprimere un plotone di fascisti gay
[God I]
But Woman Dog
[Dio IV]
Vi confesso che non credo nell'esistenza di un entità superiore a me.
[Dio III]
Uso pormi delle vanghe nell'ano.
Netlog
Per raffrontarsi con la dilagante stupidità insita nell'esser umano.
E cotanto prese parte alla realizzazione di quel progetto che tanto lo aveva affascinato. Nonostante non fosse stato preso in considerazione, durante quel periodo definito successivamente, della transizione. Inutili furono poi i suoi lamenti, perchè, caro amico, quel dolore era stato cercato!
Divanoe tentò di divincolarsi dalla presa del bestione. Ma furono i suoi più tristi ricordi a risvegliare in lui, quella sensazione che per troppo tempo aveva impedito alla sua rabbia di materializzarsi. Il bestione stava stringendo la presa e ormai sentiva le ossa della sua preda sempre più fragili.
Ma proprio come la sua avventura ebbe inizio, Divanoe apparve dal niente. La sua dipartita non ebbe rilevanti influenze, su un futuro che, pur essendo scontato, avrebbe potuto subire modifiche.
Povero treno! I binari su cui viaggiava non si sarebbero mai incontrati! Viaggiare in questo modo è inutile! Sarebbe come cavalcare. Ma quel giorno sarebbe accaduto l'irreparabile. Giunino passava nei dintorni, ed ebbe la balzana idea di deviare il suo percorso usuale. Decise che era una buona idea chiedersi chi fosse Doro! Chi era Doro? Questa domanda lo assalì alle spalle! Perchè Doro e non Dargento? Ma soprattutto, per quale motivo Giunino non aveva ancora messo in atto la sua vendetta verso la madre che, ignara degli sberleffi che il figlio avrebbe subito, decise di affibbiargli tale nome? Giunino, che in realtà si chiamava Prepite, pianificò a lungo come assaltare il Castello delle Sette. Ma il suddetto castello era protetto egregiamente. Gionni, il guardiano, non era lì. Ma la sua assenza venne rimpiazzata dalla moglie Lucià, che prese l'abitudine di svolgere mansioni difficilmente riportabili a galla. Lucià e Gionni erano sposati, da anni divorziati. I loro tre figli, Gionni Senior, Motusa e la dolce Paolo, non avevano seguite le orme del padre. Difatti egli era sprovvisto di entrambi gli arti inferiori. Il figlio maggiore, Motusa, decise che doveva festeggiare il compleanno del fratello Paolo con un degno ricevimento. La dolce, che aveva due anni in più sulle spalle, si accorse del meschino tradimento che il fratello stava per mettere in atto! Celebrare un falso evento per permettere alle truppe di Paletti di assaltare Giunino.
Egli ignorava il Fatto. Il Fatto era stato tramandato da i familiari di Upolo, che non avendo un figlio minore, si impose di trascorrere il resto della propria vita cibandosi di bacche rosse. Felice! Maria! Venite qua! Stasera mangiamo al Ricciolo Doro. Il noto locale sarebbe stato aperto fino a tardi e quindi avrebbe potuto ospitare la famiglia tra le aperte mura. Cazzo ridi? Dal niente questa domanda fermò il tempo. Giunino, che ormai aveva perso la strada di casa, sentì riecheggiare tra i suoi lobi, questo quesito. Un brivido gli pervase la mano destra. Perchè era costretto a portare questo peso? Lui non amava Paolo. Motusa era la sua causa. Il compleanno stava fallendo.
Divanoe decise di intromettersi nella farsa! Orsù, lavoratore dello zoo locale, chiamò al telegrafo l'amico Giraffù. La conversazione ebbe risvolti a dir poco. In effetti la loro conferenza durò un periodo compreso tra 5. Le loro parole erano chiare e non lasciavano adito a compromissioni dovute alla forza che li spingeva nel portare a termine l'arduo compito!
Ma come tutte le storie, anche in questo racconto c'è un autore. Ma soprattutto non dire gatto, se non c'entra un cazzo con la frase. L'autore sorprese se stesso urlando "Ti farà crescere sano e forte!". La sentenza espressa stonava con il mondo circostante e non trovava appello in una giuria che in realtà voleva tutto, meno che giudicare. Un suono di violini sarebbe stato Inutile. Quindi per quale motivo Motusa avrebbe dovuto preparare una torta suonante? Sarebbe stato regalo gradito? La dolce avrebbe sicuramente apprezzato il gesto, ma, spinta dal fratello maggiore, avrebbe dubitato degli sguardi alle spalle. Chi erano quelle figure? Cosa volevano dalla sua famiglia? Il Castello delle Sette era ancora in grado di offrire protezione alla felice combriccola? Una risposta arrivò. Per sfortuna non se ne seppe niente. Motusa e la dolce celebrarono l'evento ignorando il resto della storia e per altro Giunino ancora vagava. Dove era finito? Aveva trovato la strada Maestra? Boh! Palo? Imboccò quella galleria sicuro che non avrebbe scoperto dipinti all'interno. Mica La, cantante del Sol Levante, decantò la partenza dell'eroe locale. Giunino o Prepite, a seconda del tempo, decise di porre fine a Quantecazzate. Molte celebrità austriache avevano tentato l'impresa e tutte riuscendoci. Quindi per quale motivo il ragazzo avrebbe dovuto cimentarsi nell'impresa?
L'inutilità appariva. Giunino la Be Strangers, (per gli amici" dichiarò guerra alla banalità. Decise che se avesse riusato il termine Decise, si sarebbe amputato. Vostro onore! Dichiarai il vero! Si, in passato. Ma non lo feci di proposito. Giurai eterna vendetta a colei che, sformandosi, mi diede la vita! Mio padre relazionò la sua persona con un'altra donna. Lei si chiamava. Ma era sorda e per altro era dotata di un senso dell'umorismo noto per essere pari. Vagando per mete lontane, si fece accompagnare dai suoi obbiettivi. Le mete. Andò quindi co Mete. Gli astri gli erano sfavorevoli. Quel giorno non aveva controllato l'oroscopo e si sentiva stranamente afflitto da influenze varie.
Sono lucide pazzie. Gente. Solo persone. Loro non potevano capire che dietro quello strano racconto non si celava altro che la delusione per la mancanza di una relazione stabile, tra i sentimenti di quella partenza e le lacrime di quel ritorno. Niente sarà più inutile, che il tentativo di analizzare queste parole, sotto un'ottica logica o razionale. D'altra parte di razionale c'è poco in quello che mi trovo a scrivere o lettore punto esclamativo! Ti troverai spiazzato nella gioia che provi nel decantare a te stesso questi versi! Perchè stai leggendo? Perchè spii? Perchè non accetti che tutti fossero di fuori? A giocare a Monopoli? Buffo gioco! Simulazione di una vita volta alla costruzione di edifici rossi! Che (malposizionato) possono subire un'evoluzione di prezzo cambiando tonalità di colore e forma. Via! 20000! Calma! Sto perdendo la lucidità. Necessito di una cera. Spalmala o tu se vuoi che continui a sparare queste cazzatone incredibili.
Lo scrittore ormai aveva perso. Il controllo non gli faceva notare quanto la sua punteggiatura lo penalizzasse. I punti erano. Mal messi. Erano inutili strane dottrine di una grammatica ormai inutile in quel turbinio confuso di musiche classiche. Sennò impazzisco! Nanannaaaananananna! Faceva grosso modo così quella lobotomia non voluta dall'inibizione dei sensi! Il dottore non aveva la mano ferma, e l'intervento procreò paure nostrane. Il viaggio aveva portato soltanto ulteriore pazzia nello scrittore.
Due settimane dopo lo scrittore si impedì di riflettere a fondo sulla propaganda di cotante cazzate. Stava male ed era malato. Una riflessione così pesante lo avrebbe distrutto definitivamente. Tornò a fare quello che sapeva fare meglio.
Non era il suo racconto o almeno tentavano di estirpagli questa risposta. Lo sguardo alle spalle gli impediva di esprimere il suo malcontento. Per quale motivo non avevo ancora eliminato Giunino dal Castello delle Sette? Lui non meritava di contrarre quel virus. Quel virus non meritava di essere stipulato. Ma questa storia ci servirà in seguito.
Trasferiamoci in seguito. Mimmo voleva copulare con la sua ragazza. La sua ragazza finalmente si era decisa a coronare l'amore che li univa in un atto sessuale. Mimmo necessitava di un documento che gli consentisse di spostare l'automezzo che gli avrebbe fatto scudo da sguardi indiscreti. La ragazza fremeva della Gioia.
La Gioia era un amica in tenda. I suoi genitori avevano dato fuoco al camper e avevano abbandonato la comodità di una combriccola casereccia. La Gioia era disposta a tutto per dividere i propri averi con un uomo che la soddisfacesse. Ma Mimmo era così abile da gestire due ovaie?
Questo capitolo stona dal riguardarsi. Lo scrittore volle Lui. Non esitò nel dichiarare guerra a tutti coloro.
Il prolungarsi del tempo, impedì allo scrittore di avere chiaro in mente ciò che aveva precedentemente scritto, e una rilettura di ciò avrebbe rovinato l'atmosfera che lo aveva portato a scrivere di nuovo. Quindi decise di macchiare nuovamente d'inchiostro quel foglio, basandosi su quello che non era stato mangiato dalle altre idee, che lo avevano investito in quei circa oltre dieci mila minuti di pausa.
Indipendentemente dal passato, Giunino pose fine al monopolio che le multinazionali avevano istituito sui luoghi comuni. Era giunto il momento di dare una svolta a quella curva, ed ormai il popolo era in grado di recepire il messaggio che il folle eroe voleva installare nelle loro menti. Giunino si issò su entrambi gli arti superiori, e scorse tra la folla, il suo nemico. Sorrise beffardo a colui, che per anni non lo conosceva. Quell'uomo ignorava persino la sua esistenza, ma a Giunino non sembrò una scusa abbastanza soddisfacente. L'uomo ignorava persino quale forma avesse il nostro eroe, ma Giunino non era uno stupido. Era li, che facendo forza sulle sue braccia, lo fissava imperterrito. Il suo nemico non percepì la presenza del folle uomo e continuò in quella sua manifestazione di estrema normalità. Ad un tratto Giunino decise di sferrare quell'attacco, che da troppo tempo bramava. Fu questione di un istante, ma non accadde nulla; infatti quel tempo era insufficiente per svolgere un qualsivoglia tipo di azione, che coinvolgesse almeno l'utilizzo di un muscolo. Giunino, allora saltò tra la folla e, con mira felina, afferrò il suo nemico all'altezza del collo. L'uomo, accortosi dell'imboscata, arretrò di scatto e tento di scrollarsi di dosso, il fastidioso ospite. E' impossibile frenare la furia omicida, di chi è spinto da cotanta gravità, e quindi i tentativi dell'uomo risultarono pressoché inutili. Giunino stringeva tra i suoi palmi il collo dell'uomo, e intanto pensava a quanto il suo desiderio di vendetta fosse paragonabile alla tuta verde della signora di fronte. Un paragone azzardato, se non improponibile, e fu proprio quest'impossibilità di darsi una risposta che permise all'assaltato di diventare assalitore. Con un potente calcio all'altezza dello stomaco, Gianni colpì Daniele, ma il risultato non coinvolse i due corpi in colluttazione. Il colpo che ribaltò la situazione, fu un potente gancio che terminò sul mento del malcapitato e pensieroso eroe. Giunino abbandonò i suoi tentativi di paragone, e si rialzò in piedi di scatto. Cosa vuoi da me? - Disse l'uomo. - Forse non ti ricordi di me... - Una risata beffarda, accompagnò la scontata frase. - Sono Giunino, eroe dei Cristalli, figlio di un'unione errata, padrone del tempo – Indicando l'orologio – Sono venuto qua per giustiziarti, caro Goffredo -. L'uomo, evidentemente scosso dalla deficienza del suo giustiziere, rimase per un attimo sconcertato. - Innanzitutto, babbeo, il mio nome non è Goffredo, ma bensì Brulicante, e poi non so davvero come la tua figura possa aver intaccato il mio passato – Il nostro eroe, capendo che il suo nemico stesse facendo uso della famosa tecnica del Tinganno, non cadde nella trappola. Applausi a cielo aperto avrebbero accompagnato questo gesto, se non fosse per la veridicità delle affermazioni dell'uomo. Giunino era veramente un babbeo, e Brulicante era il nome che la madre aveva sempre voluto per il suo cane. Essendone sprovvista, si trovò ad affibbiare al pargoletto, quel disgraziato termine. Inoltre, Brulicante, non aveva mai conosciuto l'inetto eroe e, a ragion veduta, si trovò ad essere assalito ingiustamente.
Giunino udì la mia voce fuori campo e, nonostante il proprio orgoglio gli impedisse di acquistare quell'orologio da muro, seguì il mio consiglio e scomparve tra la folla. La sua dipartita portò sconforto nel cuore del disgraziato assalito (i sinonimi sono troppo dispendiosi) e, paradossalmente, scatenò una serie infinita (10) di colpi alla dignità dell'uomo. Brulicante si accasciò al suolo e, pronunciando le sue ultime parole, spirò. La folla accolse l'ultimo messaggio dell'uomo, come una luce di salvezza, ed iniziò a ripetere gli ultimi termini che le corde vocali dell'uomo erano riuscite a suonare. Si alzò nella piazza il coro “Le sue ultime parole, Le sue ultime parole”. La folla sembrava impazzita e per Giunino era impresa quasi impossibile, continuare a nascondere i propri indumenti, in quel caos di suole.
Dopo circa 10 minuti di folle corsa, riuscì a farsi spazio e a trovare un'uscita che giustificasse il proprio nome. Giunino poggiò la propria mano sulla porta che, sprovvista di cardini, si aprì in una modalità non consona agli ingressi casalinghi. Dove lo avrebbe portato quel sinuoso sentiero senza sensazioni sensate? L'avrebbe condotto con dotti conduttori o avrebbe permesso, per Messo, per cortesia? Lo scopriremo solo scrivendo.
Imboccò la strada senza porsi nessuno di questi quesiti, ma bensì si domandò come la folla non potesse notare che, tra il dire e il fare, c'è di mezzo “e il”. Cercando di darsi una risposta, si trovò di fronte ad un imponente struttura. Il saluto di quel ragazzo, gli permise di scorgere quella particolare insegna.
C'era scritto sopra “Curati la gotta”. Quale balzana mente aveva avuto il coraggio di partorire tale associazione di termini? Il quesito passò in secondo piano e per ricevere una risposta, Giunino fu costretto a prendere l'ascensore. Una volta salito, tentò di rovinare la sua instabilità, ponendosi di nuovo la domanda.
Come il topo in cerca del formaggio, la metafora seguente sarebbe suonata stonata. Ma con tutto ad una linea continua (tuttaduntratto detiene il record per termine scritto in più varianti apostrofate), apparve una figura in fondo a quel corridoio.
Il mascherato individuò, termino quello stato di oculatezza, togliendosi il ...
2008-08-19: di ritorno dalla follia(Tanza)
Ci troviamo davanti a uno degli artefatti letterari più potenti mai creati! Oltre al potere di indurre la fuoriuscita di tutti i fluidi corporei all'infuori dello sperma, questo MOSTRO, distrugge in chi alla sfortuna e l'ardire di leggerlo, ogni residua fiducia nell'umanità. Spero che mai chi possegga le sorti del mondo si ritrovi con questo manoscritto tra le mani. (Anche se avendolo letto spero che la razza umana finisca il più presto possibile, possibilmente tra atroci dolori)
P.S. Se Madre Teresa di Calcutta l'avesse letta, sarebbe diventata una serial killer di lebbrosi!
Insomma PORCAMADONNA CHE TROIAO DI STORIA!!!!!!!
2008-05-16: Werter
Io un sapevo che fa sicchè l'ho veramente letta tutta....ma che cazzo è?
Sembra un comizio di Bossi (se Bossi sapesse l'Italiano).
2008-01-29: Feticista guardone
dio boia!!!!!
2008-01-05: DevastaPalle
Va bene scrivere, pero' cosi' metti in difficolta' la sanita' mentale che abbiamo raccattato dopo anni e anni di vita.
2008-01-05: Albertazzi
Beh, magari il fatto che nel racconto c'è la possibilità di fare dei soldi.... SSSH!!!
2008-01-05: Negriero
Mi sa che non la leggerò mai, ammesso di ritrovarmi su una sedia a rotelle impossibilitato ad avere mai più rapporti sociali, allora ci ripenserò...
2008-01-05: Giampiero Tanza
Ti consiglio di modificarla scrivendola a puntate! (Anonimo x finta)
2008-01-05: Albertazzi
Caro Critica Dura, mi duole che nel 2008 esistano ancora persone che giudicano un qualcosa senza conoscerlo. Il tuo voto è uno scarabocchio sulla tanta fatica che ho messo dietro ogni parola del mio brano, anche se rispecchia l'italiano medio. Mi duole anche dire, che effettivamente non l'ho letto neanche io.
2008-01-05: critica dura
spero tu ti sia reso conto di quanto è lunga questa storia e di conseguenza illeggibile..
Last comments:
[2009-11-19]
TanzHeill!
Tanzaccaunoenneuno
Devasz
F.E.
Tanzaflu
Negriero
DevastaRapping
Dio II
2009-05-18: Profeta
Non dimenticatevi del futuro che vi aspetta.....
Asterisco è il mistero....