[Phrase generator 0.2]Mentre salgo alla destra del padre, in stazione, divago nel salare il bisturi.

Storia a caso:
Episodio 1926: In Trappola

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[Marco Travaglio]
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Cronaca vera

Una volta conoscevo un tizio sposato con la sorella di uno, che conosceva un altro, cugino di uno molto amico del migliore amico del peggior nemico, del protagonista di questa storia. Ecco, lui questa storia la conosceva. Io no. Quindi sarò costretto ad inventarla. Sì lo so potevo stare zitto e raccontarla e basta, e attestare che i fatti sono documentati, tanto finchè non passa la legge Levi-Prodi posso dire tutte le cazzate che voglio. Poi quando per avere un blog dovrò dotarmi di una società editrice e di un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile, potrò sparare solo le cazzate che vuole lui. In ogni caso, ci tengo a puntualizzare che questa non è una storia completamente frutto della mia fervida immaginazione, ma è basata su fatti realmente accaduti di cui ignoro la dinamica.

Era una domenica come tante altre. Aveva perso la famiglia in un incidente stradale, la Perego su canale cinque stava intervistando un transessuale che aveva partorito sei gemelli e la Pistoiese si stava giocando lo scudetto con il Milan. Due domanda gli giravano in testa da ore, da quando la polizia l’aveva chiamato per identificare i corpi. Come poteva una squadra di serie C poter vincere il campionato della A? E quei sei gemelli da dove caspita erano usciti? Domande che potevano distruggere una vita. Sentì suonare il campanello. Alla porta, il suo peggior nemico lo aspettava con un’espressione di circostanza.
- Mi dispiace moltissimo. – disse a testa bassa, sembrando pure convincente.
- La vita continua. – rispose lui
- Sì, ma perdere il campionato dalla Pistoiese è stato un bell’affronto!
- In effetti. – rispose lui, al suo peggior nemico.
- Dai entra. – disse lui più per inguaribile cortesia che per voglia.
Il peggior nemico si guardò un po’ intorno, studiò tutte le possibili via di fuga e si apprestò a compiere la sua missione. Lui dovette accorgersi di qualcosa, perché nervosamente, indietreggiò di qualche metro.
- Me lo dovevo aspettare d'altronde, sei il mio peggior nemico!
Il nemico gli si scagliò contro con un coltello che aveva prontamente tirato fuori, all’ultimo momento, da sotto la giacca. Lui cercò inutilmente di sottrarsi ma una pugnalata lo sorprese al polmone destro. Cadde rovinosamente indietro sbattendo la testa. Il suo carnefice estrasse il coltello un attimo prima e rimase in piedi davanti a lui, a fissarlo.
- Solo una domanda… – disse gorgheggiando tra il sangue che gli saliva in gola, attorcigliandosi sul suo freddo pavimento - … perché?
L’uomo non rispose, semplicemente, sorrise. Quel ostile figura sembrò sparire nella nebbia mentre la vista gli si appannava e il buio e il silenzio, lo inghiottivano. Con l’ultimo barlume di coscienza ripensò al suo passato. Ai momenti salienti della sua vita. Ripensò a quando pensava di aver trovato un orecchino ma era in realtà una merda di piccione. Ripensò a quando i suoi amichetti alle elementari lo chiamavano amichevolmente " Quello che puzza di merda e fa schifo a vedersi" e ripensò soprattutto all’uomo che aveva di fronte, a l’ultimo volto che avrebbe visto, e di quando alle superiori, fosse solo un nemico e non quello peggiore. Accolse la morte così, tra i suoi più felici ricordi, sorridendo a una vita di soddisfazioni. L’accolse così, a viso aperto.

Giampiero Tanza, 2008-01-05
Raccolta: Horror stories
Tags: Nessuna
Indice di gradimento: 2.36 su 11 voti



2008-01-05: Fanaccia

o magari è il sale ad essere il nemico della vita

2008-01-05: DevastaPalle

I nemici mortali sono il sale della vita.



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