[Citazione] Vi odio tutti - Gesù

Storia a caso:
Giampiero Tanza presenta: Ricette di mondo

ShoutBox

[Marco Travaglio]
Ho scoperto il 98% dei bug di questo sito

[1]
1

[-1']
1

[1]
-1'

[1]
1

[1]
1

[1]
1

Capitolo XIX. Face to face

Ancora pochi gradini e avrebbe avuto davanti a sé, il più temibile nemico che un famosissimo chef internazionale avesse mai affrontato. Poco prima di mettere piede al quarto piano, lo sorprese un black-out e Tanza si trovò immerso nel buio completo. Attimi di tensione, nei quali Tanza si affidò al suo sovrumano self-control. Fece i primi passi a tentoni. Poi, gli occhi di Tanza, che avevano visto cose che i comuni mortali non potevano neanche sognare, si adattarono all’oscurità. Nella sua visione fatta di grigi e neri, vide un portone blindato alla fine del corridoio. I suoi neuroni, abituati ad inventare ricette in pochi decimi di secondo, lavoravano a velocità inimmaginabili. Una sensazione che non aveva mai sperimentato, lo sorprese. Provò paura. Si avvicinò al portone. L’avrebbe fatto esplodere con un esplosivo speciale di cui solo lui conosceva la ricetta. Saggiò con un polpastrello il materiale. Con sua grande sorpresa, la porta cedette alla sua spinta e si aprì. Un cigolio sinistro accompagnò il portone.
- Ti aspettavo.- Il signor Findus, di cui nessuno conosceva la vera identità, l’aspettava dietro la scrivania. Alle sua spalle, da una finestra enorme, era visibile il porto di Olbia. Findus appoggiava le sue piccole mani curate, sulla scrivania in ebano. Era un uomo sulla sessantina di corporatura robusta, poco più basso di Tanza. Portava sottili baffi e i capelli racchiusi in quella, che solo dopo Tanza, riconobbe essere una crocchia. Quel particolare dava alla scena un aspetto grottesco e vagamente ridicolo.
- Devi sentirti onorato! - esclamò Findus. – Pochi hanno avuto il privilegio di vedermi in faccia. Inoltre coloro che possono raccontarlo, si contano sulle dita di una mano.
- Puoi smettere di contare. I tuoi tre leccapiedi sono morti!
Findus era notevolmente scosso. – Vuoi dire che hai ucciso Alipio? – domandò Findus – Ma era come un figlio per te! – la sua voce era cavernosa, ma in questo momento suonò squillante, a smascherare una voce impostata.
- Non era mio figlio! Ma anche se lo fosse stato, meritava la morte. – Tanza recitò queste parole come fossero un comandamento. Una strana smorfia della bocca mostrò i suoi veri sentimenti.
Findus si accorse di aver colpito nel segno ed aggiunse - Sei un mostro.-
Tanza interdetto e stranamente in confusione, esitò qualche secondo e ribattè - I mostri siete voi ed io ho giurato di uccidervi tutti! - il tono con cui gli uscì la frase fu poco convincente. La sua sicurezza stava vacillando.
- Ah già! La tua missione. Quella di far arricchire sempre di più l’unione dei famosissimi chef internazionali? Siete voi che avete rinunciato alla vera cucina. Noi proponiamo, piatti saporiti, nutrienti e salutari che grazie alle nuove tecnologie possiamo portare in tutte le case! – Findus fece una pausa per vedere se le sue parole avevano avuto effetto su Tanza. Per lo chef quelle domande erano più pericolose dei coltelli shogun. Inoltre c’era qualcosa nella voce dell'industriale, che lo inebetiva e annullava la sua volontà.
- Abbiamo bisogno di te Tanza, unisciti a noi! Insieme potremo dominare il mondo!
A quelle parole l’odio latente di Tanza si riaccese, si ricordò dell’indelebile colpa di Findus. Tanza furioso l’accusò – Tu hai ucciso mia madre!
- No, Jampierò…
La voce di Findus si alzò di un’ottava. Tanza realizzò l’orribile verità, prima che l’altro aggiungesse.
- …io, sono tua Madre!

Giampiero Tanza, 2008-01-05
Raccolta: Una vita in pentola
Tags: Nessuna
Indice di gradimento: 3.6 su 5 voti





<-- Nome